Descrizione
L'Arena di Verona è un anfiteatro romano nel centro storico, in Piazza Bra, ed è uno dei meglio conservati al mondo. Costruita nel I secolo, poteva ospitare circa 30.000 spettatori. Oggi, d'estate, ci si va ancora per l'opera.
Gli spalti sono il suo biglietto da visita: gradinate di pietra su più ordini, percorse da 64 scalette, che dall'alto si abbracciano con lo sguardo fino al cerchio dell'arena al centro, lunga circa 75 metri. Oggi, con il palcoscenico che occupa circa un terzo dei posti, per gli spettacoli estivi si calcolano circa 22.000 persone.
Fuori resta un frammento dell'anello esterno, l'Ala: quattro archi su tre ordini, in pietra rosata e bianca della Valpolicella. Fu la vera facciata monumentale dell'anfiteatro, e da lì si capisce quanto fosse alto l'edificio completo.
Sopra gli archi si leggono ancora i numeri romani degli ingressi: erano 72, e quelli dell'Ala vanno dal LXIV al LXVII. Gli spettatori di duemila anni fa trovavano così la propria porta, proprio come con un biglietto di oggi.
Sotto le gradinate corrono gallerie concentriche, e sotto il pavimento un sistema di cloache portava l'acqua fino all'Adige. Una di queste è stata esplorata per un centinaio di metri.
Le iscrizioni raccontano i gladiatori. Generosus, un reziario venuto da Alessandria d'Egitto, combatté ventisette volte senza mai perdere e morì di morte naturale. Il reziario Glauco affidò la sua sorte alla dea Nemesi, e sulla sua tomba avverte i passanti: non fidatevi troppo di lei.
Nel Medioevo l'anfiteatro perse quasi tutto l'anello esterno, smontato per costruire le mura o abbattuto dal terremoto del 1117, ma la vita dentro non si fermò. Lì si tennero duelli giudiziari, a cui assistette anche Dante, e nel 1278 vi furono bruciati quasi 200 eretici catari.
Nei secoli seguenti arrivarono botteghe, giostre a cavallo, commedie e la caccia dei tori, a cui nel 1805 assistette anche Napoleone. Per più di due secoli gli statuti obbligarono le prostitute della città ad abitare negli archi esterni.
Nel 1913, per i cento anni dalla nascita di Verdi, andò in scena l'Aida. Da allora il festival lirico si ripete ogni estate, e l'Arena è diventata il più grande teatro lirico all'aperto del mondo.
Da non perdere
• L'Ala.
• I numeri romani sopra gli archi.
• Un'opera d'estate.
Lo sapevi?
• Secondo una leggenda l'Arena fu costruita in una notte dai diavoli, che fuggirono all'alba lasciando incompiuta l'Ala.
• Durante la seconda guerra mondiale l'Ala fu protetta con contrafforti provvisori e consolidata con cavi d'acciaio tra il 1953 e il 1956.
Gli spalti sono il suo biglietto da visita: gradinate di pietra su più ordini, percorse da 64 scalette, che dall'alto si abbracciano con lo sguardo fino al cerchio dell'arena al centro, lunga circa 75 metri. Oggi, con il palcoscenico che occupa circa un terzo dei posti, per gli spettacoli estivi si calcolano circa 22.000 persone.
Fuori resta un frammento dell'anello esterno, l'Ala: quattro archi su tre ordini, in pietra rosata e bianca della Valpolicella. Fu la vera facciata monumentale dell'anfiteatro, e da lì si capisce quanto fosse alto l'edificio completo.
Sopra gli archi si leggono ancora i numeri romani degli ingressi: erano 72, e quelli dell'Ala vanno dal LXIV al LXVII. Gli spettatori di duemila anni fa trovavano così la propria porta, proprio come con un biglietto di oggi.
Sotto le gradinate corrono gallerie concentriche, e sotto il pavimento un sistema di cloache portava l'acqua fino all'Adige. Una di queste è stata esplorata per un centinaio di metri.
Le iscrizioni raccontano i gladiatori. Generosus, un reziario venuto da Alessandria d'Egitto, combatté ventisette volte senza mai perdere e morì di morte naturale. Il reziario Glauco affidò la sua sorte alla dea Nemesi, e sulla sua tomba avverte i passanti: non fidatevi troppo di lei.
Nel Medioevo l'anfiteatro perse quasi tutto l'anello esterno, smontato per costruire le mura o abbattuto dal terremoto del 1117, ma la vita dentro non si fermò. Lì si tennero duelli giudiziari, a cui assistette anche Dante, e nel 1278 vi furono bruciati quasi 200 eretici catari.
Nei secoli seguenti arrivarono botteghe, giostre a cavallo, commedie e la caccia dei tori, a cui nel 1805 assistette anche Napoleone. Per più di due secoli gli statuti obbligarono le prostitute della città ad abitare negli archi esterni.
Nel 1913, per i cento anni dalla nascita di Verdi, andò in scena l'Aida. Da allora il festival lirico si ripete ogni estate, e l'Arena è diventata il più grande teatro lirico all'aperto del mondo.
Da non perdere
• L'Ala.
• I numeri romani sopra gli archi.
• Un'opera d'estate.
Lo sapevi?
• Secondo una leggenda l'Arena fu costruita in una notte dai diavoli, che fuggirono all'alba lasciando incompiuta l'Ala.
• Durante la seconda guerra mondiale l'Ala fu protetta con contrafforti provvisori e consolidata con cavi d'acciaio tra il 1953 e il 1956.