Basilica di San Zeno

Basilica di San Zeno

Vicolo Abazia, 2. (Apri Mappa)

Descrizione

La Basilica di San Zeno è una delle grandi chiese romaniche del Nord Italia, nel quartiere che porta il nome del patrono di Verona. Fuori colpiscono il tufo dorato e il portale di bronzo, dentro un soffitto di legno a carena di nave e una cripta piena di colonne.

Sulla facciata il rosone, detto Ruota della Fortuna, è opera di Brioloto: sei figure scolpite salgono e scendono lungo la sua ghiera, per mostrare come il destino cambi. Sotto, il protiro di maestro Niccolò poggia su due leoni che tengono sotto le zampe due intrusi.

Il portale di bronzo è un libro da sfogliare: 73 formelle fuse da maestri diversi, in epoche diverse, fissate al legno senza simmetria apparente. Raccontano scene dell'Antico e del Nuovo Testamento e i miracoli di san Zeno.

Ai lati del portale, 18 altorilievi di pietra mostrano la Genesi, la vita di Cristo e perfino Teodorico, il re goto, che finisce tra i dannati.

Dentro, il soffitto ligneo a carena di nave è del 1385-1389. Poi si sale al presbiterio, dove nella piccola abside di sinistra c'è San Zeno che ride, una statua del XII secolo che per i veronesi è un'icona. Sull'altare maggiore sta la Pala di San Zeno di Andrea Mantegna, capolavoro del Rinascimento.

Sotto il presbiterio si scende nella cripta, una foresta di 49 colonne, ognuna con un capitello scolpito diverso dalle altre, con 54 volte a crociera. In fondo riposa san Zeno, vestito da vescovo, il volto coperto da una maschera d'argento.

Zeno fu l'ottavo vescovo di Verona e morì tra il 372 e il 380. Sulla sua tomba nacque una prima chiesa, e da allora ne sono seguite almeno cinque. Quella di oggi fu rifatta dopo il terremoto del 1117, e intorno al 1138 gran parte della chiesa attuale era finita.

Le truppe di Napoleone portarono via la pala del Mantegna nel 1797: la parte superiore fu recuperata dopo anni, la predella restò in Francia e in chiesa c'è una copia. Nell'angolo della navata sinistra c'è invece una grande coppa di porfido rosso, larga più di due metri, che viene dalle terme romane della città.

La basilica ha ispirato poeti come Dante, Carducci, Heine e D'Annunzio. Accanto alla chiesa restano il chiostro, il sacello di San Benedetto e il campanile, iniziato nel 1045 e finito intorno al 1178.

Da non perdere
• Il portale di bronzo.
• La Pala di San Zeno del Mantegna.
• San Zeno che ride.
• La cripta.

Lo sapevi?
• Secondo la leggenda la grande coppa di porfido fu portata dalla Siria dal diavolo, sconfitto da san Zeno: i graffi sarebbero le sue unghie.
• Per entrare si salgono alcuni gradini e poi se ne scendono altri: i primi simboleggiano il distacco dalle cose del mondo, i secondi l'umiltà.