Descrizione
La chiesa di San Fermo Maggiore è in realtà due chiese una sopra l'altra, nel centro storico di Verona, dedicate ai martiri Fermo e Rustico. Sotto c'è quella romanica dei benedettini, in penombra; sopra quella dei francescani, grande e luminosa, con un soffitto di legno a forma di nave rovesciata.
Il pezzo forte è proprio quel soffitto a carena: un controsoffitto ligneo a nave rovesciata, decorato con due gallerie di santi fatte da 416 tavolette dipinte nel Trecento. Il bombardamento del 2 febbraio 1945 incendiò la chiesa, ma il soffitto riportò solo lievi danni.
Altrettanto da vedere è il mausoleo Brenzoni, del 1426, opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo: rappresenta la Risurrezione. I lati del baldacchino sono affrescati da Pisanello con l'Annunciazione, la Vergine e l'arcangelo Gabriele.
Nella cappella Alighieri, a destra, riposano gli ultimi discendenti diretti di Dante. Qui Paolo Veronese dipinse da giovane una pala per i primi proprietari della cappella, conservata a Castelvecchio. Tra le cose da cercare anche i resti di affreschi con angeli osannanti di Stefano da Verona e il pulpito in marmo bianco e rosso del 1396.
La chiesa inferiore è un ambiente raccolto: tre navate con volte a crociera, la luce che entra da piccole feritoie e un crocifisso ligneo del Cinquecento nell'abside centrale. Sui muri sono rimasti affreschi votivi tra l'XI e il XVI secolo.
Fuori, la facciata mostra due epoche: sotto la pietra romanica, sopra i mattoni gotici. Il portale ha una porta di bronzo di Luciano Minguzzi con 24 formelle sulle storie dei due santi. Intorno al portale ci sono arche di personaggi illustri, e dietro la chiesa le absidi poligonali.
La storia dei francescani qui è una lunga lotta. Dal 1232 chiesero il convento ai benedettini: servirono due papi e un vescovo, che però in quel momento era prigioniero a Venezia. I monaci cedettero solo nel 1260.
I nuovi padroni rifecero la chiesa superiore. Sull'arco trionfale furono dipinti i due che li avevano aiutati, Guglielmo da Castelbarco, amico di Cangrande I della Scala, e il priore fra Daniele Gusmerio.
Poi le grandi famiglie veronesi fecero a gara per farsi seppellire qui, gli Alighieri compresi. Nel 2018 nel chiostro è stata trovata una tomba, probabilmente del gran maestro templare Arnoldo di Torroja, morto a Verona nel 1184.
Il pezzo forte è proprio quel soffitto a carena: un controsoffitto ligneo a nave rovesciata, decorato con due gallerie di santi fatte da 416 tavolette dipinte nel Trecento. Il bombardamento del 2 febbraio 1945 incendiò la chiesa, ma il soffitto riportò solo lievi danni.
Altrettanto da vedere è il mausoleo Brenzoni, del 1426, opera dello scultore fiorentino Nanni di Bartolo: rappresenta la Risurrezione. I lati del baldacchino sono affrescati da Pisanello con l'Annunciazione, la Vergine e l'arcangelo Gabriele.
Nella cappella Alighieri, a destra, riposano gli ultimi discendenti diretti di Dante. Qui Paolo Veronese dipinse da giovane una pala per i primi proprietari della cappella, conservata a Castelvecchio. Tra le cose da cercare anche i resti di affreschi con angeli osannanti di Stefano da Verona e il pulpito in marmo bianco e rosso del 1396.
La chiesa inferiore è un ambiente raccolto: tre navate con volte a crociera, la luce che entra da piccole feritoie e un crocifisso ligneo del Cinquecento nell'abside centrale. Sui muri sono rimasti affreschi votivi tra l'XI e il XVI secolo.
Fuori, la facciata mostra due epoche: sotto la pietra romanica, sopra i mattoni gotici. Il portale ha una porta di bronzo di Luciano Minguzzi con 24 formelle sulle storie dei due santi. Intorno al portale ci sono arche di personaggi illustri, e dietro la chiesa le absidi poligonali.
La storia dei francescani qui è una lunga lotta. Dal 1232 chiesero il convento ai benedettini: servirono due papi e un vescovo, che però in quel momento era prigioniero a Venezia. I monaci cedettero solo nel 1260.
I nuovi padroni rifecero la chiesa superiore. Sull'arco trionfale furono dipinti i due che li avevano aiutati, Guglielmo da Castelbarco, amico di Cangrande I della Scala, e il priore fra Daniele Gusmerio.
Poi le grandi famiglie veronesi fecero a gara per farsi seppellire qui, gli Alighieri compresi. Nel 2018 nel chiostro è stata trovata una tomba, probabilmente del gran maestro templare Arnoldo di Torroja, morto a Verona nel 1184.