Descrizione
Il Duomo di Verona, la cattedrale di Santa Maria Assunta, è la chiesa madre della città e un piccolo mondo di epoche sovrapposte: esterno romanico in tufo e mattoni, interno gotico e rinascimentale, e accanto i resti di due chiese paleocristiane.
Fa parte di un complesso con il chiostro dei Canonici, il battistero e la chiesa di Sant'Elena.
All'esterno colpisce il doppio protiro del maestro Niccolò, con colonnine tortili sopra due grifi. Intorno al portale ci sono i santi e due cavalieri: Orlando e Oliviero, i paladini di Carlo Magno. Sopra sono scolpiti tre medaglioni con le virtù teologali, e in alto un rosone illumina la navata.
Dentro, tre navate con pilastri a fascio in marmo rosso di Verona. Il presbiterio è protetto dal tornacoro semicircolare di Michele Sanmicheli, con colonne ioniche, e il coro è affrescato da Francesco Torbido su disegni di Giulio Romano: scene bibliche dentro una grande architettura classica dipinta.
Nella prima cappella a sinistra c'è l'Assunta di Tiziano, sull'altare ridisegnato da Jacopo Sansovino. Fu portata via dai francesi nel 1797 e poi restituita all'Italia. Le altre cappelle ospitano opere di Liberale da Verona, Francesco Morone, Falconetto e Nicola Giolfino.
La cappella Memo, nella navata destra, fu fatta costruire nel 1435 dal vescovo Guido Memo e affrescata l'anno dopo da Jacopo Bellini. Da lì si scende alla cripta dei vescovi veronesi. Nella cappella Mazzanti c'è il monumento gotico di sant'Agata, vegliata da quattro angeli.
Sotto e accanto alla cattedrale ci sono i resti delle chiese precedenti. La prima, del IV secolo, forse sorse al posto di un tempio di Minerva; una seconda, più grande, la sostituì. Ne restano tracce archeologiche nel chiostro dei Canonici e sotto la chiesa di Sant'Elena.
Dopo il catastrofico terremoto del 1117 la cattedrale fu ricostruita in forme romaniche: il battistero di San Giovanni in Fonte è del 1123, Sant'Elena fu consacrata nel 1140. L'attuale duomo fu consacrato nel 1187 da papa Urbano III.
Il campanile ha un basamento romanico, un fusto rinascimentale su progetto di Sanmicheli e una cella campanaria finita nel 1925. Raggiunge i 75 metri, ma avrebbe dovuto avere una cuspide di 15-20 metri in più, mai costruita per ragioni economiche.
Da non perdere
• L'Assunta di Tiziano.
• Il doppio protiro di Niccolò.
• Il tornacoro di Sanmicheli.
• Il chiostro dei Canonici e il battistero.
Lo sapevi?
• Le campane del campanile si suonano a mano, con una squadra di una ventina di suonatori, secondo la tecnica dei concerti di campane alla veronese.
• La facciata prese il suo aspetto definitivo nel 1587, con gli ultimi lavori voluti dal vescovo Agostino Valier.
Fa parte di un complesso con il chiostro dei Canonici, il battistero e la chiesa di Sant'Elena.
All'esterno colpisce il doppio protiro del maestro Niccolò, con colonnine tortili sopra due grifi. Intorno al portale ci sono i santi e due cavalieri: Orlando e Oliviero, i paladini di Carlo Magno. Sopra sono scolpiti tre medaglioni con le virtù teologali, e in alto un rosone illumina la navata.
Dentro, tre navate con pilastri a fascio in marmo rosso di Verona. Il presbiterio è protetto dal tornacoro semicircolare di Michele Sanmicheli, con colonne ioniche, e il coro è affrescato da Francesco Torbido su disegni di Giulio Romano: scene bibliche dentro una grande architettura classica dipinta.
Nella prima cappella a sinistra c'è l'Assunta di Tiziano, sull'altare ridisegnato da Jacopo Sansovino. Fu portata via dai francesi nel 1797 e poi restituita all'Italia. Le altre cappelle ospitano opere di Liberale da Verona, Francesco Morone, Falconetto e Nicola Giolfino.
La cappella Memo, nella navata destra, fu fatta costruire nel 1435 dal vescovo Guido Memo e affrescata l'anno dopo da Jacopo Bellini. Da lì si scende alla cripta dei vescovi veronesi. Nella cappella Mazzanti c'è il monumento gotico di sant'Agata, vegliata da quattro angeli.
Sotto e accanto alla cattedrale ci sono i resti delle chiese precedenti. La prima, del IV secolo, forse sorse al posto di un tempio di Minerva; una seconda, più grande, la sostituì. Ne restano tracce archeologiche nel chiostro dei Canonici e sotto la chiesa di Sant'Elena.
Dopo il catastrofico terremoto del 1117 la cattedrale fu ricostruita in forme romaniche: il battistero di San Giovanni in Fonte è del 1123, Sant'Elena fu consacrata nel 1140. L'attuale duomo fu consacrato nel 1187 da papa Urbano III.
Il campanile ha un basamento romanico, un fusto rinascimentale su progetto di Sanmicheli e una cella campanaria finita nel 1925. Raggiunge i 75 metri, ma avrebbe dovuto avere una cuspide di 15-20 metri in più, mai costruita per ragioni economiche.
Da non perdere
• L'Assunta di Tiziano.
• Il doppio protiro di Niccolò.
• Il tornacoro di Sanmicheli.
• Il chiostro dei Canonici e il battistero.
Lo sapevi?
• Le campane del campanile si suonano a mano, con una squadra di una ventina di suonatori, secondo la tecnica dei concerti di campane alla veronese.
• La facciata prese il suo aspetto definitivo nel 1587, con gli ultimi lavori voluti dal vescovo Agostino Valier.