Descrizione
Palazzo Emilei Forti, detto anche Palazzo Forti, è un grande palazzo nel centro storico di Verona. Ha una facciata neoclassica con un doppio ingresso e nasconde dentro un'ala medievale e una strada romana: in pochi passi si attraversano duemila anni di Verona.
La facciata è del tardo Settecento, progettata da Ignazio Pellegrini. Due arcate gemelle con bugnato rustico e colonne doriche formano il portale monumentale, pensato per colpire chi percorre la stradina stretta.
All'interno c'è la loggia di Ezzelino, la parte medievale meglio conservata: una triplice arcata che occupa tutta la profondità dell'edificio. Sopra si vedono tre grandi finestre murate.
Nel cortile un finto paesaggio dipinto in stile neogotico, della metà dell'Ottocento, crea l'illusione di una prospettiva. Dentro, saloni e camerini decorati, con una sala dal camino affrescato.
Questo è il dettaglio da non perdere per chi ama l'archeologia. Sotto il palazzo gli scavi degli anni Ottanta hanno trovato una strada romana lastricata del I secolo a.C. e i resti di una domus del I secolo.
Il palazzo medievale fu forse costruito dai Castelbarco nei primi decenni del Duecento. Tra il 1249 e il 1254 lo usò come residenza il tiranno Ezzelino III da Romano. Dal 1458 passò agli Emilei, venuti da Brescia.
Nel 1797 Napoleone vi stabilì il quartier generale. Ma il conte Francesco Emilei, ostile ai francesi, partecipò alle Pasque veronesi: fu giustiziato e il palazzo saccheggiato.
Nel 1849 Pietro Emilei mise il palazzo a disposizione del feldmaresciallo Radetzky. Poi lo comprò il mercante Israele Forti, e nel 1935 Achille Forti lo lasciò al Comune con le sue collezioni d'arte.
Dal 1938 il palazzo ospitò la Galleria d'arte moderna e, al piano terra, il Museo del Risorgimento. Le mostre su Paul Klee (1992) e Vasilij Kandinskij (1993) lo resero noto. La galleria si è poi trasferita nel Palazzo della Ragione.
La facciata è del tardo Settecento, progettata da Ignazio Pellegrini. Due arcate gemelle con bugnato rustico e colonne doriche formano il portale monumentale, pensato per colpire chi percorre la stradina stretta.
All'interno c'è la loggia di Ezzelino, la parte medievale meglio conservata: una triplice arcata che occupa tutta la profondità dell'edificio. Sopra si vedono tre grandi finestre murate.
Nel cortile un finto paesaggio dipinto in stile neogotico, della metà dell'Ottocento, crea l'illusione di una prospettiva. Dentro, saloni e camerini decorati, con una sala dal camino affrescato.
Questo è il dettaglio da non perdere per chi ama l'archeologia. Sotto il palazzo gli scavi degli anni Ottanta hanno trovato una strada romana lastricata del I secolo a.C. e i resti di una domus del I secolo.
Il palazzo medievale fu forse costruito dai Castelbarco nei primi decenni del Duecento. Tra il 1249 e il 1254 lo usò come residenza il tiranno Ezzelino III da Romano. Dal 1458 passò agli Emilei, venuti da Brescia.
Nel 1797 Napoleone vi stabilì il quartier generale. Ma il conte Francesco Emilei, ostile ai francesi, partecipò alle Pasque veronesi: fu giustiziato e il palazzo saccheggiato.
Nel 1849 Pietro Emilei mise il palazzo a disposizione del feldmaresciallo Radetzky. Poi lo comprò il mercante Israele Forti, e nel 1935 Achille Forti lo lasciò al Comune con le sue collezioni d'arte.
Dal 1938 il palazzo ospitò la Galleria d'arte moderna e, al piano terra, il Museo del Risorgimento. Le mostre su Paul Klee (1992) e Vasilij Kandinskij (1993) lo resero noto. La galleria si è poi trasferita nel Palazzo della Ragione.