Palazzo della Gran Guardia

Palazzo della Gran Guardia

Piazza Brà, 18. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Palazzo della Gran Guardia è un grande palazzo, iniziato nel Seicento e finito solo nel 1853, che chiude il lato meridionale di piazza Bra, a Verona, di fronte all'Arena. Ha un lungo loggiato di 86 metri e una facciata che regge il confronto con l'anfiteatro romano a poche decine di metri.

Al pian terreno c'è un loggiato di tredici arcate su possenti pilastri a bugnato rustico, chiuso ai lati da due pareti piene con finestre piccole. Al piano nobile si aprono quindici vetrate con colonne binate.

Le vetrate non sono tutte uguali: le due laterali sono più strette, le otto intermedie hanno frontoni triangolari e curvilinei, le cinque centrali sono ad arco e molto più grandi. In mezzo, sopra il piano nobile, sale un attico che dà luce a un salone a doppia altezza.

L'architetto Domenico Curtoni doveva fare i conti con un vicino ingombrante, l'Arena. Usò un linguaggio diverso da quello dell'anfiteatro, ma disegnò un palazzo che ne equilibrasse il peso. Insieme al Teatro Filarmonico, altra sua opera a fianco, ridisegnò l'aspetto della piazza.

Per molto tempo il progetto fu attribuito a Michele Sanmicheli, che però era morto molto prima dell'inizio dei lavori. Lo storico Giovambattista Da Persico notò anche che la facciata aveva alcune irregolarità che non potevano essere sue, e fece il nome di Curtoni, cresciuto nel solco della bottega sanmicheliana.

Nacque per un'esigenza molto concreta: un posto dove passare in rassegna i soldati quando piove. Lo chiese al doge, il 26 settembre 1609, il capitano veneziano di Verona Giovanni Mocenigo. L'autorizzazione arrivò il 30 dicembre.

Nel 1614 i soldi finirono e il cantiere si fermò. Nel 1639 il Comune di Verona chiese di trattenere diecimila ducati di tasse per ripartire, ma Venezia rifiutò. Così rimase incompiuto il lato est del piano nobile, dalla nona finestra in poi.

Nel 1808 il palazzo passò al Comune, con l'obbligo di finirlo in tre anni e di farne la sede dell'Amministrazione. Il cantiere riaprì solo nel 1819, ormai sotto gli austriaci, con la direzione di Giuseppe Barbieri, e fu realizzato il monumentale scalone.

I lavori furono sospesi nel 1848, quando i soldati asburgici occuparono l'edificio per la prima guerra d'indipendenza. Ripresero subito dopo, e nel maggio del 1853 ci fu il collaudo finale.