Descrizione
Il Palazzo del Capitanio, detto anche di Cansignorio, si affaccia su piazza dei Signori, il salotto di Verona, con la sua torre di mattoni e il cortile interno. Fu la reggia fortificata degli Scaligeri e poi la casa dei capitani veneziani.
Il pezzo più antico è la torre in laterizio, alta cinque piani, con finestre dalle ghiere bicolori. La costruirono probabilmente Alberto o Mastino della Scala, e domina ancora la piazza. Già nel 1277 qui è documentata la casa di Alberto della Scala.
Dalla piazza si vede il portale di Michele Sanmicheli, realizzato tra il 1531 e il 1533, il dettaglio più elegante della facciata. Dentro si apre il cortile chiuso dalla grande loggia quattrocentesca, attribuita a Pietro da Porlezza.
Nel cortile c'è anche la Porta dei Bombardieri, opera di Bernardino Miglioranzi del 1687, un raro esempio di barocco veronese. Nel cortile una statua ricorda il generale Schulenburg, ultimo grande comandante dell'esercito veneziano.
Il palazzo porta il nome di un signore spietato. Cansignorio della Scala prese Verona nel 1359 uccidendo il fratello Cangrande II in un agguato, e in punto di morte fece eliminare anche Paolo Alboino, per lasciare tutto ai figli.
Tra il 1359 e il 1364 il signore rifondò il palazzo, dandogli l'impianto quasi definitivo: un complesso fortificato, con gli edifici collegati tra loro e un grande orto dietro, protetto da un alto muro.
Nel 1405 Verona si diede a Venezia e il palazzo diventò la sede del capitano veneto, da cui il nome. Fu trasformato più volte, e tra Ottocento e Novecento ospitò il tribunale.
Sotto l'edificio gli scavi degli anni Ottanta hanno portato alla luce abitazioni romane dei secoli dal I al V, strutture altomedievali e una cappella longobarda del 745. Quegli scavi hanno dato vita agli Scavi Scaligeri, un percorso espositivo sotterraneo: sotto la piazza elegante c'è un'altra Verona, più antica.
Il pezzo più antico è la torre in laterizio, alta cinque piani, con finestre dalle ghiere bicolori. La costruirono probabilmente Alberto o Mastino della Scala, e domina ancora la piazza. Già nel 1277 qui è documentata la casa di Alberto della Scala.
Dalla piazza si vede il portale di Michele Sanmicheli, realizzato tra il 1531 e il 1533, il dettaglio più elegante della facciata. Dentro si apre il cortile chiuso dalla grande loggia quattrocentesca, attribuita a Pietro da Porlezza.
Nel cortile c'è anche la Porta dei Bombardieri, opera di Bernardino Miglioranzi del 1687, un raro esempio di barocco veronese. Nel cortile una statua ricorda il generale Schulenburg, ultimo grande comandante dell'esercito veneziano.
Il palazzo porta il nome di un signore spietato. Cansignorio della Scala prese Verona nel 1359 uccidendo il fratello Cangrande II in un agguato, e in punto di morte fece eliminare anche Paolo Alboino, per lasciare tutto ai figli.
Tra il 1359 e il 1364 il signore rifondò il palazzo, dandogli l'impianto quasi definitivo: un complesso fortificato, con gli edifici collegati tra loro e un grande orto dietro, protetto da un alto muro.
Nel 1405 Verona si diede a Venezia e il palazzo diventò la sede del capitano veneto, da cui il nome. Fu trasformato più volte, e tra Ottocento e Novecento ospitò il tribunale.
Sotto l'edificio gli scavi degli anni Ottanta hanno portato alla luce abitazioni romane dei secoli dal I al V, strutture altomedievali e una cappella longobarda del 745. Quegli scavi hanno dato vita agli Scavi Scaligeri, un percorso espositivo sotterraneo: sotto la piazza elegante c'è un'altra Verona, più antica.