Giardino Giusti

Giardino Giusti

Via San Zeno in Monte, 1-21. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Giardino Giusti è uno dei giardini all'italiana più noti del tardo Rinascimento, nascosto dietro il palazzo di famiglia nel quartiere di Veronetta, a Verona. Un viale di cipressi sale fino a una grotta e a una terrazza panoramica sulla città.

La parte bassa è un grande parterre a aiuole geometriche, diviso in due dal viale di cipressi che punta dritto verso la collina. Ci sono fontane, statue e un labirinto di siepi di bosso: non è quello cinquecentesco, ma una versione più semplice ridisegnata nel 1786 dall'architetto Luigi Trezza.

In fondo al viale una scalinata di mattoni porta alla grotta del genius loci. Da fuori sembra un tempietto, con colonne e frontone spezzato; dentro è una vera grotta scavata nel tufo, con una volta a botte e tre nicchie. Un tempo era rivestita di conchiglie, coralli e madreperle, con giochi d'acqua pensati per divertire gli ospiti.

Sopra la grotta veglia un gigantesco mascherone, attribuito a Bartolomeo Ridolfi. Secondo il racconto tradizionale, dalla sua bocca potevano uscire lingue di fuoco.

Più in alto, sul secondo terrazzamento, la parete della collina si apre in quattro grotte artificiali. Una torre con scala a chiocciola sale alla parte più alta del giardino, il belvedere: un balcone con balaustra proprio sopra il mascherone, e accanto un piccolo padiglione a loggiato.

Da lassù Verona si vede dall'alto, tra tetti e campanili: un secondo punto panoramico sulla città.

Prima di essere un giardino di rappresentanza, però, questo era un cortile di lavoro. I Giusti, una famiglia arrivata dalla Toscana verso la fine del Duecento, erano tintori di lana. Nel 1406 Provolo Giusti acquistò l'area accanto all'antica via Postumia: qui si facevano bollire i calderoni e si stendevano i panni ad asciugare.

Nel Cinquecento Agostino Giusti trasformò quell'officina in un biglietto da visita. Unì e rifece i vecchi fabbricati lungo la strada in un palazzo con un atrio porticato a sei arcate, e dietro disegnò il giardino secondo la moda del tempo.

La seconda guerra mondiale lo ferì duramente: dopo il conflitto molte piante erano divelte o spezzate. La cura del verde dal dopoguerra ha restituito in buona parte la bellezza di un tempo.