Descrizione
La Torre dei Lamberti è la torre che domina Verona dai suoi 84 metri, a metà di Piazza delle Erbe. Dal 1972 è aperta al pubblico: in cima si gode il panorama sulla città e sulle colline delle Torricelle.
Fu iniziata nel 1172 e porta il nome della famiglia a cui apparteneva. La parte più antica, bassa, si riconosce a fasce alterne di mattoni e conci di tufo.
Nel 1403 un fulmine fece crollare la cima: i lavori per ricostruirla e alzarla partirono solo nel 1448 e finirono nel 1463-1464, con la cella campanaria ottagonale e le sue eleganti bifore gotiche.
L'orologio arrivò tra il 1779 e il 1798. Fu il conte Giovanni Sagramoso a pagarlo di tasca sua nel 1798, perché quello della vicina Torre del Gardello non funzionava più da tempo.
Dentro la cella ci sono le campane, che per secoli hanno dato il ritmo alla vita della città. Il Rengo, la più grande, chiamava il Consiglio e le milizie; la Marangona segnalava gli incendi e l'inizio e la fine del lavoro, e deve il nome al «marangon», il falegname in dialetto veronese.
Il Rengo fu fuso nel 1557, pesa più di quattro tonnellate e ha un diametro di 184 centimetri. Si considera una delle migliori campane del Rinascimento per il suono e le decorazioni. Con la Marangona, la Bajona e il campanello delle ore forma un accordo di quattro bronzi.
Lassù vivevano i campanari, che facevano anche i custodi, le vedette e i carcerieri, perché la torre ospitava spesso qualche detenuto. Erano pagati poco, ma avevano l'alloggio gratis e non pagavano tasse né facevano servizio militare. Di alcuni di loro conosciamo ancora i nomi.
Il 4 novembre 1918, alle 10:30, fu il Rengo ad annunciare a festa la fine della guerra con l'Austria. Il concerto delle campane suonò anche durante le Pasque Veronesi, la rivolta del 1797 contro i francesi. All'inizio del Novecento il compito di suonarlo passò ai campanari di Santa Anastasia.
Da non perdere
• Il panorama dalla cima.
• Il Rengo.
• L'orologio.
Lo sapevi?
• Dal 1632 al 1797 i campanari furono i Tanara: nelle loro cronache si ricorda che un'anziana della famiglia fu incenerita da un fulmine mentre stendeva i panni a una finestra della torre.
• Dalla stessa finestra cadde poi un giovane della famiglia, senza riportare alcuna lesione.
• La campana Consolata, del 1311, non fu rimessa in uso dopo la rifusione del 1833.
Fu iniziata nel 1172 e porta il nome della famiglia a cui apparteneva. La parte più antica, bassa, si riconosce a fasce alterne di mattoni e conci di tufo.
Nel 1403 un fulmine fece crollare la cima: i lavori per ricostruirla e alzarla partirono solo nel 1448 e finirono nel 1463-1464, con la cella campanaria ottagonale e le sue eleganti bifore gotiche.
L'orologio arrivò tra il 1779 e il 1798. Fu il conte Giovanni Sagramoso a pagarlo di tasca sua nel 1798, perché quello della vicina Torre del Gardello non funzionava più da tempo.
Dentro la cella ci sono le campane, che per secoli hanno dato il ritmo alla vita della città. Il Rengo, la più grande, chiamava il Consiglio e le milizie; la Marangona segnalava gli incendi e l'inizio e la fine del lavoro, e deve il nome al «marangon», il falegname in dialetto veronese.
Il Rengo fu fuso nel 1557, pesa più di quattro tonnellate e ha un diametro di 184 centimetri. Si considera una delle migliori campane del Rinascimento per il suono e le decorazioni. Con la Marangona, la Bajona e il campanello delle ore forma un accordo di quattro bronzi.
Lassù vivevano i campanari, che facevano anche i custodi, le vedette e i carcerieri, perché la torre ospitava spesso qualche detenuto. Erano pagati poco, ma avevano l'alloggio gratis e non pagavano tasse né facevano servizio militare. Di alcuni di loro conosciamo ancora i nomi.
Il 4 novembre 1918, alle 10:30, fu il Rengo ad annunciare a festa la fine della guerra con l'Austria. Il concerto delle campane suonò anche durante le Pasque Veronesi, la rivolta del 1797 contro i francesi. All'inizio del Novecento il compito di suonarlo passò ai campanari di Santa Anastasia.
Da non perdere
• Il panorama dalla cima.
• Il Rengo.
• L'orologio.
Lo sapevi?
• Dal 1632 al 1797 i campanari furono i Tanara: nelle loro cronache si ricorda che un'anziana della famiglia fu incenerita da un fulmine mentre stendeva i panni a una finestra della torre.
• Dalla stessa finestra cadde poi un giovane della famiglia, senza riportare alcuna lesione.
• La campana Consolata, del 1311, non fu rimessa in uso dopo la rifusione del 1833.