Palazzo Maffei

Palazzo Maffei

Piazza delle Erbe, 38. (Apri Mappa)

Descrizione

Palazzo Maffei è il palazzo barocco che chiude il lato nord-occidentale di piazza delle Erbe, nel cuore di Verona. Dal 2020 il piano nobile è aperto al pubblico come casa museo, con oltre 350 opere d'arte antica e soprattutto del Novecento.

Il primo colpo d'occhio è sul tetto: una balaustra con sei statue di divinità, da sinistra Ercole, Giove, Venere, Mercurio, Apollo e Minerva. Cinque sono nella pietra locale. Ercole è molto più chiaro, e si crede che venga dal Capitolium romano.

La facciata è un fondale elegante per la piazza: un portico con cinque archi, al piano nobile grandi finestre con balconcini, timpani e semicolonne ioniche decorate da mascheroni, sopra un attico con aperture più basse.

Dentro, la Casa Museo occupa una ventina di sale. Si comincia nelle stanze affrescate sulla piazza, dove l'arte antica dialoga con quella moderna come in una dimora privata, per proseguire in una vera galleria. Ci sono dipinti, sculture, disegni e oggetti d'arte applicata della collezione di Luigi Carlon.

Tra gli artisti del Novecento si incontrano Boccioni, Balla, Severini, Picasso, de Chirico, Morandi, Magritte, Duchamp, Fontana, Burri e Manzoni.

L'altra cosa da non perdere è la scala elicoidale, ardita e in pietra, a pianta ellittica. Sale dalla cantina fino in cima senza alcun sostegno centrale, e finisce con una lanterna e delle statue.

Il palazzo sorge dove in età romana si alzava il Capitolium, il grande tempio all'incrocio tra le due strade principali della città, al limite del Foro. Dopo la caduta dell'impero finì in rovina e al suo posto arrivarono i banchi dei cambiavalute, un mestiere che facevano anche i Maffei.

Nel Seicento i Maffei ricostruirono la loro proprietà. La peste del 1630 interruppe i lavori; poi trovarono il palazzo troppo basso rispetto alle case vicine e aggiunsero un piano, finito nel 1668.

Sul tetto c'era perfino un giardino con giochi d'acqua e sei statue sulla balaustra. Durò poco: nel 1732 era già stato smantellato, e la copertura piana lasciò il posto a un tetto a falde.