Ponte Pietra

Ponte Pietra

Ponte Pietra. (Apri Mappa)

Descrizione

Ponte Pietra è il ponte più antico di Verona sull'Adige e l'unico rimasto di epoca romana. Collega il centro storico al colle di San Pietro, con cinque arcate di pietra e mattoni che raccontano tre epoche in un colpo solo.

La cosa da fare è guardare le arcate una per una. Le due verso la campagna sono romane, in grandi blocchi di pietra della Valpolicella posati senza malta. La torre sulla riva e l'arcata accanto sono scaligere, in mattoni. Le due al centro, con il grande tondo, sono veneziane, rifatte da fra' Giocondo.

Da non perdere la divinità fluviale scolpita sul concio di chiave della seconda arcata romana: dimostra che il ponte fu restaurato in età imperiale. E le finestrelle aperte sopra le pile: lasciavano sfogare l'acqua nelle piene e insieme davano ritmo alle arcate.

Questo ponte è più vecchio delle strade che lo circondano. Quando nell'89 a.C. Verona diventò colonia e fu ricostruita dentro l'ansa dell'Adige, con strade a scacchiera, il ponte c'era già. Per questo non è orientato come le vie romane.

Il punto non è casuale. Fin dalla preistoria qui c'era un guado, all'origine della città stessa: il fiume si restringe a 92 metri e la corrente, dopo l'ampia curva, perde forza. Un primo ponte di legno fu fatto per la via Postumia nel 148 a.C.; poi arrivò quello di pietra.

La sua vita è stata tutt'altro che tranquilla. Piene e crolli parziali si susseguirono nel 1007, 1153, 1232 e 1239. Nel 1298 Alberto della Scala fece restaurare la torre verso la città e ricostruire l'arcata vicina; nel 1368 Cansignorio vi costruì un acquedotto che portò acqua a case del centro e alla fontana di Madonna Verona, in piazza delle Erbe.

Sul ponte stavano anche abitazioni di legno di barcaioli e mugnai, botteghe e osterie. Le casupole furono tolte all'inizio dell'Ottocento, perché non si addicevano alla maestosità del monumento.

La ferita più grave è del 24 aprile 1945: i tedeschi in ritirata lo fecero esplodere e rimase in piedi solo l'arcata verso la città. Il soprintendente Piero Gazzola scelse di ricostruirlo com'era e dov'era.

Dal fiume furono recuperati i blocchi originali: 529 tornarono al loro posto, altri 379 furono aggiunti, di cui 169 ricavati dal materiale originario rilavorato. I lavori finirono il 3 marzo 1959.