Descrizione
Il Palazzo della Ragione è l'antico palazzo del Comune di Verona, tra piazza delle Erbe e piazza dei Signori. Ha un cortile medievale con una scala gotica, una cappella affrescata e ospita la Galleria d'arte moderna Achille Forti.
Nel cortile, detto del Mercato Vecchio, la prima cosa da guardare è la scala della Ragione, del 1447, sostenuta da colonne: sale al piano nobile e fa parte del percorso di visita. Il palazzo si gira intorno a questo cortile, circondato da un porticato.
Al piano nobile si trova la cappella dei Notai, del 1408-1419, dedicata ai santi Zeno e Daniele e affrescata nel Settecento. Poi la grande sala delle colonne e la torre dei Lamberti, alta sul palazzo, entrambe inserite nel percorso museale inaugurato nel 2014.
Si capisce anche com'è cambiato. Sulla piazza delle Erbe c'è la facciata neoclassica di Giuseppe Barbieri, sobria e liscia. Sugli altri lati, invece, l'Ottocento di Camillo Boito ha riportato alla luce le fasce di cotto e tufo e le trifore romaniche, nascoste sotto strati di intonaco.
Il palazzo nacque dopo il terremoto del 1117, quando il Comune prese quest'area e costruì il «Palacium Communis Veronae», uno dei primi palazzi pubblici d'Italia. Fu completato nel 1194, nell'angolo del vecchio foro romano.
Nel 1226, l'11 aprile, qui si riunirono i rappresentanti di molte città dell'Emilia, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto per rinnovare la Lega Lombarda, l'alleanza nata nel 1167 contro Federico Barbarossa. La rinnovarono per altri 25 anni.
Con Venezia il palazzo diventò una specie di condominio di uffici: tribunali civili e penali, prigioni, Collegio dei Notai, granai pubblici, depositi del sale. Dai tribunali viene il nome «della Ragione».
Dopo la carestia e l'epidemia del 1576 il cortile fu usato per vendere la farina: da allora è il cortile del Mercato Vecchio, per non confonderlo con il mercato dei grani di piazza Bra.
Le prigioni stavano sopra la cappella dei Notai. Nel 1723 un condannato a morte, chiuso in una cella lì sopra, riuscì ad appiccare un incendio che distrusse la torre. La cappella si salvò e la torre fu mozzata appena sopra di lei.
Nel cortile, detto del Mercato Vecchio, la prima cosa da guardare è la scala della Ragione, del 1447, sostenuta da colonne: sale al piano nobile e fa parte del percorso di visita. Il palazzo si gira intorno a questo cortile, circondato da un porticato.
Al piano nobile si trova la cappella dei Notai, del 1408-1419, dedicata ai santi Zeno e Daniele e affrescata nel Settecento. Poi la grande sala delle colonne e la torre dei Lamberti, alta sul palazzo, entrambe inserite nel percorso museale inaugurato nel 2014.
Si capisce anche com'è cambiato. Sulla piazza delle Erbe c'è la facciata neoclassica di Giuseppe Barbieri, sobria e liscia. Sugli altri lati, invece, l'Ottocento di Camillo Boito ha riportato alla luce le fasce di cotto e tufo e le trifore romaniche, nascoste sotto strati di intonaco.
Il palazzo nacque dopo il terremoto del 1117, quando il Comune prese quest'area e costruì il «Palacium Communis Veronae», uno dei primi palazzi pubblici d'Italia. Fu completato nel 1194, nell'angolo del vecchio foro romano.
Nel 1226, l'11 aprile, qui si riunirono i rappresentanti di molte città dell'Emilia, della Lombardia, del Piemonte e del Veneto per rinnovare la Lega Lombarda, l'alleanza nata nel 1167 contro Federico Barbarossa. La rinnovarono per altri 25 anni.
Con Venezia il palazzo diventò una specie di condominio di uffici: tribunali civili e penali, prigioni, Collegio dei Notai, granai pubblici, depositi del sale. Dai tribunali viene il nome «della Ragione».
Dopo la carestia e l'epidemia del 1576 il cortile fu usato per vendere la farina: da allora è il cortile del Mercato Vecchio, per non confonderlo con il mercato dei grani di piazza Bra.
Le prigioni stavano sopra la cappella dei Notai. Nel 1723 un condannato a morte, chiuso in una cella lì sopra, riuscì ad appiccare un incendio che distrusse la torre. La cappella si salvò e la torre fu mozzata appena sopra di lei.