Descrizione
La Torre del Gardello è una torre medievale a due passi da piazza delle Erbe, a Verona, alta 44 metri. Ha un posto nella storia della città: nel 1370 da qui suonò per la prima volta un orologio a campana.
In alto si riconosce la cella campanaria, grazie alle finestre bifore con la colonnina al centro, e la copertura a tronco di cono. Sulla torre c'è anche una lapide in latino che ricorda l'orologio.
Il testo latino ricorda Cansignorio della Scala, che governò la città con giustizia, e dice che nel 1370 (la data è scritta come «due volte sette lustri» dopo il milletrecento) la torre scandì le ore. Era un modo solenne di dire che a Verona, da quel momento, le ore si sentivano.
La campana originale, di 1,8 tonnellate, è del maestro Jacopo e porta lo stemma della città, l'immagine del patrono san Zeno e alcune iscrizioni in caratteri gotici. Non è più sulla torre: è esposta al museo di Castelvecchio.
Prima della torre c'era una casa-torre, molto probabilmente della famiglia Gardello: da lei il nome. Cansignorio la fece restaurare e alzare nel 1370, forse su progetto di Giovanni da Ferrara o del figlio. La torre e il suo orologio a campana dovevano dare prestigio alla famiglia scaligera e alla città, e con quell'intervento l'edificio prese il suo aspetto sostanzialmente definitivo.
All'inizio c'era solo la campana, che batteva le ore. Il meccanismo che muoveva le lancette e il quadrante esterno furono montati nel 1421.
Per molto tempo la torre del Gardello fu l'unico orologio con quadrante della città. Solo nel 1661 (o forse a fine Settecento) un altro orologio con quadrante fu installato sulla vicina e più alta torre dei Lamberti.
Nel 1626 la torre ricevette l'ultimo ritocco: una copertura a tronco di cono, che la alzò leggermente fino a 44 metri.
In alto si riconosce la cella campanaria, grazie alle finestre bifore con la colonnina al centro, e la copertura a tronco di cono. Sulla torre c'è anche una lapide in latino che ricorda l'orologio.
Il testo latino ricorda Cansignorio della Scala, che governò la città con giustizia, e dice che nel 1370 (la data è scritta come «due volte sette lustri» dopo il milletrecento) la torre scandì le ore. Era un modo solenne di dire che a Verona, da quel momento, le ore si sentivano.
La campana originale, di 1,8 tonnellate, è del maestro Jacopo e porta lo stemma della città, l'immagine del patrono san Zeno e alcune iscrizioni in caratteri gotici. Non è più sulla torre: è esposta al museo di Castelvecchio.
Prima della torre c'era una casa-torre, molto probabilmente della famiglia Gardello: da lei il nome. Cansignorio la fece restaurare e alzare nel 1370, forse su progetto di Giovanni da Ferrara o del figlio. La torre e il suo orologio a campana dovevano dare prestigio alla famiglia scaligera e alla città, e con quell'intervento l'edificio prese il suo aspetto sostanzialmente definitivo.
All'inizio c'era solo la campana, che batteva le ore. Il meccanismo che muoveva le lancette e il quadrante esterno furono montati nel 1421.
Per molto tempo la torre del Gardello fu l'unico orologio con quadrante della città. Solo nel 1661 (o forse a fine Settecento) un altro orologio con quadrante fu installato sulla vicina e più alta torre dei Lamberti.
Nel 1626 la torre ricevette l'ultimo ritocco: una copertura a tronco di cono, che la alzò leggermente fino a 44 metri.